"Non è tanto importante il gruppo, la cosa decisiva è la squadra." Julio Velasco, uno degli allenatori più rispettati della pallavolo italiana, spiega da anni una distinzione semplice ma potente, utile anche a noi che ogni settimana alleniamo bambini e ragazzi: un gruppo di persone che si allenano insieme non diventa automaticamente una squadra.
Il video "La differenza tra gruppo e squadra" (Performance Strategies) vale la pena di essere guardato per intero. Qui sotto trovate alcuni spunti tratti dal pensiero di Velasco, con qualche riflessione su come possono valere anche per le nostre categorie giovanili.
⚽ Cosa distingue un gruppo da una squadra
Secondo Velasco, un gruppo fa semplicemente "cose insieme". Una squadra, invece, ha bisogno di qualcosa in più: obiettivi chiari, un modo di interagire consapevole e ruoli stabiliti, accettati e sviluppati da tutti.
"Un gruppo fa cose insieme, ma una squadra necessita di obiettivi chiari, modo di interagire consapevole e ruoli stabiliti che devono essere accettati e sviluppati."
Per le nostre squadre giovanili questo si traduce in cose molto concrete: sapere perché ci si allena (non solo "per giocare"), capire cosa ci si aspetta da ciascuno in campo e fuori, e riconoscere che ognuno ha un ruolo diverso, anche se l'obiettivo è comune.
🧩 I ruoli devono essere chiari, non tutti uguali
Velasco è diretto su questo punto: "Le giocatrici e i giocatori non sono tutti uguali." Non significa che qualcuno valga di più come persona, ma che in una squadra ognuno ha compiti e responsabilità diversi, e va bene così.
Con i ragazzi più giovani questo principio va usato con equilibrio: a livello di Scuola Calcio e Calcio di Base l'obiettivo resta far giocare tutti e far crescere ognuno nei diversi ruoli. Ma già dalle categorie Allievi ha senso iniziare a spiegare che una squadra funziona bene quando ciascuno capisce il proprio compito, lo accetta e lo porta avanti con impegno, senza cercare di essere "tutto" in ogni momento della partita.
📏 Poche regole, ma chiare per tutti
"Metto le mie regole e queste valgono per tutti, non solo per alcuni, altrimenti non ha senso che ci siano." "Io metto poche regole, ma quelle lì sono sacrosante."
Non serve un regolamento lunghissimo: serve che le poche regole che diamo (puntualità, rispetto dei compagni, ascolto durante le spiegazioni) valgano davvero per tutti, senza eccezioni legate a chi è più forte o gioca di più. È proprio la coerenza a costruire fiducia nel gruppo, molto più della lunghezza dell'elenco delle regole.
🤝 L'allenatore aiuta la squadra a crescere
Un'altra idea di Velasco: "Un allenatore non è altro che la propria squadra. Tutto quello che un allenatore fa è aiutare." Nel calcio professionistico questo si accompagna spesso a una certa distanza tra allenatore e giocatori. Con i nostri ragazzi il discorso va adattato: la relazione umana, il sorriso e la vicinanza sono parte del nostro modo di essere formatori RBC, soprattutto nelle categorie più giovani.
Quello che resta valido anche per noi è il concetto di fondo: il nostro ruolo di formatori non è essere protagonisti, ma aiutare la squadra e ogni singolo ragazzo a crescere, restando un punto di riferimento chiaro e coerente, anche quando siamo vicini e disponibili con loro.
- Ricordiamo spesso alla squadra l'obiettivo comune della stagione, non solo il risultato della singola partita.
- Spieghiamo ai ragazzi il loro ruolo in campo, e perché è importante tanto quanto quello dei compagni.
- Le poche regole che diamo, facciamole valere per tutti allo stesso modo, sempre.
Un gruppo di ragazzi che si allena insieme può diventare una vera squadra quando smettiamo di limitarci a "fare cose insieme" e iniziamo a costruire, tutti assieme, obiettivi e ruoli condivisi. È lì che si costruisce lo spirito RBC.
Video: Julio Velasco per Performance Strategies, "La differenza tra gruppo e squadra" (YouTube). Citazioni verificate su Fondimpresa, intervista a Julio Velasco e Wikiquote, Julio Velasco.

