Prevenire infortuni gravi nel calcio: grazie alle liste di controllo "Return to Play" dell'upi (Ufficio prevenzione infortuni), oggi abbiamo uno strumento semplice per capire quando un ragazzo può tornare davvero in campo dopo un infortunio, senza correre rischi inutili.
"Return to Play" non significa tornare in campo il più presto possibile, ma al momento giusto. È il principio alla base delle liste di controllo sviluppate dall'upi insieme all'Associazione Svizzera di Football (ASF), Suva e Sport & Exercise Medicine Switzerland (SEMS), pensate apposta per allenatori e formatori di società di calcio amatoriale come la nostra.
⚠️ Perché tornare troppo presto è pericoloso
Un infortunio non ancora del tutto guarito, se sottovalutato, può trasformarsi in un problema serio e di lunga durata. In particolare:
- caviglia e ginocchio corrono un rischio concreto di nuovo infortunio se il carico riprende troppo presto;
- le commozioni cerebrali richiedono estrema prudenza, perché i sintomi non sempre si manifestano subito;
- tornare in campo troppo presto, paradossalmente, allunga spesso i tempi di recupero complessivi invece di accorciarli.
📋 Tre liste di controllo, un principio semplice
L'upi ha sviluppato tre liste di controllo distinte, una per caviglia, una per ginocchio e una per le commozioni cerebrali. Le prime due seguono passaggi progressivi molto simili tra loro:
- valutazione del dolore a riposo;
- controllo della mobilità dell'articolazione;
- carico controllato (camminare, poi correre leggero);
- salti;
- sprint.
La regola è semplice e vale per ogni fase: se compare dolore, o l'esercizio risulta difficile, ci si ferma. Solo se un passaggio viene superato senza dolore si può passare al successivo. Non c'è fretta: è il ragazzo stesso, con l'aiuto del formatore, a dover completare tutti i passaggi prima di essere considerato pronto.
Per le commozioni cerebrali la regola è ancora più rigida: in caso di sospetta commozione occorre restare fuori dal campo. Se compaiono segnali d'allarme come mal di testa molto forte, perdita di coscienza o vomito ripetuto, bisogna chiamare subito il 144.
Meglio un controllo di troppo che un rischio inutile per la salute del ragazzo.
La salute del ragazzo viene prima del risultato della partita. A volte la decisione giusta, da formatori, è proprio quella di tenere un giocatore fuori dal campo, anche quando lui vorrebbe tornare subito a giocare.
Le liste di controllo "Return to Play" non sostituiscono un parere medico, ma ci danno uno strumento chiaro e semplice da usare a bordo campo. Un piccolo gesto di prudenza in più, per proteggere davvero i nostri ragazzi.
Fonte: upi (Ufficio prevenzione infortuni), "Return to Play? Sì, ma solo senza dolore!", sviluppato insieme ad Associazione Svizzera di Football (ASF), Suva e Sport & Exercise Medicine Switzerland (SEMS).

