Sabato mattina, bordo campo. Il caffè ancora caldo in mano, gli occhi fissi su quel numero 7 che è nostro figlio. E poi, puntuali, arrivano loro: le preoccupazioni. Giocherà abbastanza? Perché l’arbitro non ha fischiato? Hanno visto quanto sono alti quelli dell’altra squadra? E se perdiamo?
Se vi siete riconosciuti, tranquilli: succede a tutti. Anche a noi.
Una domanda semplice (e un po’ spiazzante)
Gaur Gopal Das, monaco e oratore indiano diventato famoso per i suoi discorsi motivazionali, racconta in un breve video una piccola “mappa” per le preoccupazioni. Funziona più o meno così:
- Hai un problema? No? Allora perché preoccuparti.
- Sì? Puoi fare qualcosa per risolverlo? Sì? Allora non preoccuparti: fallo.
- No, non puoi farci niente? Allora, di nuovo, perché preoccuparti.
In tutti i casi si arriva sempre allo stesso punto: preoccuparsi non serve. Serve agire quando si può, e lasciar andare quando non si può. Detto così sembra quasi troppo facile. Proviamo allora a portarlo dove lo mettiamo davvero alla prova: a bordo campo.

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Proviamo con qualche “problema” da bordo campo
“L’arbitro ha sbagliato!”
Possiamo farci qualcosa? No. L’arbitro (spesso un ragazzo giovane, a volte uno dei nostri mini-arbitri) prende decisioni in pochi secondi, come i nostri figli in campo. Protestare non cambierà il fischio, ma insegnerà ai ragazzi che l’errore degli altri non si perdona. E allora: perché preoccuparsi?
“Stiamo perdendo.”
Possiamo farci qualcosa? Sì: incoraggiare. Un applauso dopo un bel passaggio, anche se finisce male, vale più di qualsiasi risultato. Il resto lo fanno i ragazzi e i formatori. E il risultato, a questa età, conta molto meno di quanto pensiamo: tra un mese nessuno se lo ricorderà, mentre il ricordo di un sabato sereno resta.
“Mio figlio ha giocato poco” o “ha sbagliato un gol fatto”.
Possiamo farci qualcosa? Sì, ma non durante la partita. Dopo, magari in macchina, con una domanda semplice: “Ti sei divertito?”. Se ci sono dubbi sul percorso, il formatore è sempre disponibile a parlarne, con calma e nel momento giusto.
“Gli avversari sono più forti.”
Possiamo farci qualcosa? No. Possono solo diventare un’occasione per imparare. E ricordiamoci che dall’altra parte ci sono bambini e ragazzi come i nostri, con genitori a bordo campo che si fanno le stesse domande.
Il calcio come momento di leggerezza
Il Raggruppamento Basso Ceresio nasce per questo: offrire ai ragazzi, e un po’ anche a noi adulti, un momento di sport, amicizia e divertimento. Il fair play non è una regola da rispettare per forza, è il modo più semplice per stare bene tutti: ragazzi, genitori, formatori, arbitri e avversari.
La prossima volta che a bordo campo arriva una preoccupazione, proviamo a farci la domanda di Gaur Gopal Das: posso farci qualcosa? Se sì, facciamolo con un sorriso. Se no, lasciamola andare e godiamoci la partita.
Perché, alla fine, è solo un gioco. E che bel gioco.
Forza RBC!
Fonte e ispirazione: Gaur Gopal Das, “Do you have a problem in life? Then why worry” (YouTube).

