Il fair play si allena in panchina prima ancora che in campo
Prima ancora delle regole del gioco, i nostri ragazzi imparano guardando come si comporta chi sta in panchina. Il fair play nel settore giovanile non è uno slogan da ripetere prima della partita: è un atteggiamento quotidiano che il formatore trasmette con i gesti, il tono di voce e le scelte che fa ogni allenamento e ogni domenica.
🪞 Il formatore è il primo modello
Un bambino di 8 o 10 anni non impara il fair play da un regolamento: lo impara osservando come il suo formatore reagisce a un arbitraggio discutibile, a un fallo subito, a un episodio di tensione con l'avversario. Ciò che facciamo in panchina conta più di ciò che diciamo negli allenamenti.
Per questo, prima di chiedere fair play ai giocatori, ogni formatore RBC è invitato a domandarsi: il mio comportamento a bordo campo è coerente con quello che vorrei vedere nei miei ragazzi?
🤝 Alcuni principi guida
La Federazione Svizzera di Football (ASF) promuove da anni una cultura del fair play nel calcio giovanile, riassunta in poche regole semplici e valide per chiunque viva il campo: rispetto delle regole del gioco, rispetto delle decisioni arbitrali, rispetto per avversari, compagni e pubblico, capacità di accettare la sconfitta con dignità, e un impegno concreto contro ogni forma di violenza o discriminazione.
Testo completo e ufficiale su football.ch — Le 5 regole del Fair Play (ASF).
- Non discutere le decisioni arbitrali davanti ai giocatori — specialmente quando l'arbitro è un ragazzo o una ragazza poco più grande dei nostri.
- Non commentare né deridere l'avversario, nemmeno sottovoce.
- Gestire con calma i momenti di tensione: il tono che diamo noi è il tono che il gruppo assorbe.
- Dare valore alla prestazione e all'atteggiamento, non solo al risultato finale.
- Congratularsi con l'avversario a fine partita, vincendo o perdendo, sempre.
🎓 Un corso online facoltativo
Per chi desidera approfondire il tema, Gioventù+Sport mette a disposizione un modulo online gratuito dedicato al Fair Play, pensato proprio per allenatori e formatori del settore giovanile. Non è obbligatorio, ma è un ottimo spunto di riflessione da fare con calma, anche solo in 20-30 minuti.

